Cessione con trattenuta diretta in busta paga

Il nome Cessione dello Stipendio deriva dal fatto che il prestito viene trattenuto direttamente dalla busta paga del dipendente.

L’importo massimo della rata di rimborso del prestito è pari al 20% dello stipendio mensile netto continuativo.

E’ la soluzione più rapida per ottenere un prestito, in quanto non vengono fatti accertamenti nè richieste altre garanzie al richiedente.

Ideale anche per chi è segnalato come  cattivo pagatore.

Inoltre dipendenti statali, pubblici, di aziende municipalizzate, delle forze dell’ordine, pensionati e tante altre categorie possono accedere a prestiti convenzionati a tasso agevolato.

La durata massima consentita è di 120 mesi e la minima abitualmente non è inferiore ai 24 mesi. Il termine massimo della durata non può eccedere il termine del rapporto di lavoro e il pensionamento, tranne che per i dipendenti ministeriali, i quali possono decidere se estinguere il debito o traslarlo sulla pensione.

Oggi è possibile l’accesso alla Cessione dello Stipendio anche da parte dei Pensionati ed in questo caso la scadenza non può eccedere il 85esimo anno di età.

La legge prevede che, al momento della stipula del contratto con la società finanziaria, si stipuli anche una assicurazione sui rischi vita ed impiego.

Nel caso di “rischio impiego” l’assicurazione interviene, ma ha diritto di rivalsa nei confronti del debitore, nei limiti del TFR (Trattamento di Fine Rapporto) fino a quel momento maturato: tale cifra, accantonata dall’azienda in un apposito fondo, resta quindi indisponibile per il mutuatario che accede al finanziamento; si tratta quindi di un’assicurazione a vantaggio della finanziaria.

Nel caso di “rischio vita”, l’assicurazione interviene senza vantare diritto di rivalsa nei confronti degli eredi.

Chi può richiedere la cessione?

TUTTI I DIPENDENTI, PENSIONATI, CATTIVI PAGATORI E PROTESTATI CON PIGNORAMENTI IN CORSO.

Come previsto dall’ultima versione del D.P.R. 180/50 (aggiornato dalla Legge 14 maggio 2005, n. 80, “Recante disposizioni urgenti nell’ambito del Piano di azione per lo sviluppo economico, sociale e territoriale”), questa tipologia di prestito è destinata a tutte le categorie di lavoratori dipendenti, sia dello Stato e del comparto para-statale (come specificamente previsto dal testo originale del provvedimento legislativo) che delle aziende private (come definitivamente sancito dagli aggiornamenti previsti dalla Legge 80/05).

Nella stessa legge 80/05 è stata estesa la possibilità di cedere parte della propria retribuzione anche ai pensionati di tutti gli Enti Pensionistici. Il D.P.R. 180/50, che disciplina l’erogazione dei prestiti contro cessione del quinto dello stipendio, prevede l’obbligatorietà della copertura assicurativa a tutela dell’intermediario finanziario che eroga il finanziamento nei casi di morte e di perdita del lavoro.

La particolarità di questa soluzione di finanziamento è che il rimborso avviene con trattenuta della rata direttamente in busta paga.

In buona sostanza sarà il Datore di Lavoro a pagare la rata alla Banca trattenendo contestualmente l’importo dalla busta paga del proprio dipendente.

Inoltre dipendenti statali, pubblici, di aziende municipalizzate, delle forze dell’ordine, pensionati e tante altre categorie possono accedere a prestiti convenzionati a tasso agevolato.

 

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